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L'incontro che cambia la vita



"L'incontro che
cambia la Vita"

Sono Barbara, ho 32 anni, un marito e due bambini piccoli. Sono entrata all’Andi del gruppo di Revine Lago, sezione di Conegliano il 7 settembre 2005.
Con perseveranza e coraggio sono riuscita a perdere la metà più un chilo del mio peso iniziale, ovvero 66 chili e sono riuscita a raggiungere quanto mi ero prefissata.
Sono contenta di me stessa e sto lavorando per il mantenimento dell’obiettivo raggiunto.
Non mi sono mai resa conto di come il problema dell’obesità potesse essere considerato proprio come una dipendenza comparabile ad alcool e droga fino a quando, in una trasmissione televisiva, un noto nutrizionista ha detto che la dipendenza dal cibo, sotto un certo punto di vista, è molto più problematica di una dipendenza da alcool e droga, infatti, mentre per curare un alcolista o un drogato basta eliminare alcolici e droghe, per noi che abbiamo problemi di peso, la difficoltà sta nel doversi “curare” rimanendo
a contatto con il cibo. Devo dire che non ci avevo mai pensato ma, in effetti, il dover cambiare stile di vita, rimanendo però a contatto con il cibo, richiede uno sforzo psicologico davvero grande.
Solitamente quando si inizia ad ingrassare il tutto avviene in modo semplice e soprattutto veloce, molte volte ci si rende conto di cosa sta succedendo. Ma, come degli spettatori, siamo lì a guardare senza avere la forza di reagire, spesso ci si mette di punto anche il carattere che, alle volte, non è dei più forti non facilitando le cose. A volta non si arriva nemmeno alla fine della settimana che si ricade con ancora più ingordigia.
Finché arrivi ad un punto in cui ti rendi conto che il tuo problema è troppo grande per riuscire a risolverlo e quindi stai lì impotente, lasciando che il tuo soprappeso diventi sempre più grave, sperando di arrivare a toccare il fondo perché, che da lì in poi, la situazione non potrà più peggiorare e quindi non potrai che migliorare.
Ecco, io sono entrata all’Andi proprio in questa fase del mio percorso. Per me tutto era diventato faticoso, non riuscivo più a camminare perché mi si informicolivano le gambe, avevo il terrore di dovermi recare in posti dove mi dovevo sedere perché non sapevo se ci stavo nelle sedie qualora avessero avuto i braccioli, non riuscivo a tenere in braccio mio figlio se non da seduta, allacciarmi le scarpe era un incubo, infilarmi i collant non vi dico e tutte altre piccole cose quotidiane per me erano un peso enorme.
Quando credevo anche che il peggio fosse passato ho capito che anche il mantenimento è una continua battaglia tra il lasciarsi tentare e il resistere. È facile cedere alle tentazioni, anche perché si pensa:”Vabbè, ora non hai mi più problemi di peso? te lo puoi concedere”, oppure: “Beh, ora che sei dimagrita non servirà mica che continui a camminare e mangiare poco? ora puoi!”. Ed invece non è così.
Non sono un paio di chili a compromettere il lavoro di anni, ma il sottovalutarli.
Auguro a tutti coloro che frequentano l’Andi di aver fiducia in loro stessi e credere nelle proprie capacità.

.......................................................Revine Lago
.........................................................Barbara




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