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Gli altri siamo noi
In questo spazio apriamo una finestra sul mondo delle associazioni che, come noi, si spendono per un obiettivo
Cooperativa sociale
IL PICCOLO PRINCIPE
di Casarsa della Delizia (Pn)
e il progetto
“La volpe sotto i gelsi”
di Giuliana Colussi (presidente dell’associazione)
Oggi, mentre stiamo assistendo ad una crisi del sistema di welfare in difficoltà nel rispondere anche ai bisogni sociali “storici” e consolidati della popolazione, non soltanto per mancanza di risorse finanziarie adeguate, ma anche per lo sviluppo di nuovi bisogni sociali e socio-sanitari, è più che mai necessario un cambiamento culturale e di approccio che vada a superare il continuo rincorrere le emergenze per guardare al territorio.
Con sempre maggior intensità si manifesta l’esigenza di partecipazione dei cittadini ad un’azione cooperante, mutualistica ed organizzata, capace di proporre logiche di reciprocità e relazionalità dove a ciascuno è dato di rilanciare strategie culturali e sociali coerenti con le attese di espansione dei diritti e dei doveri di cittadinanza, con la speranza attiva di abitare luoghi e paesi caratterizzati dall’accoglienza reciproca.
In questo contesto si inserisce il progetto “La Volpe sotto i gelsi”, che promuove il superamento del disagio e della marginalità rimettendo al centro la persona ed individuando nell’abitare i territori, nell’essere parte attiva e viva nella storia delle comunità il punto di partenza per costruire comunità accoglienti ed attivare azioni di reciprocità.
“La volpe sotto i gelsi” è reciprocità: è necessario passare dall’essere sommatoria ad essere comunità per attivare processi per una responsabilità condivisa
“La volpe sotto i gelsi” è ruralità: è importante recuperare la dimensione di appartenenza al territorio attraverso conoscenze e saperi esperienziali che appartengono alle persone anziane (la memoria storica di un popolo sta alla base dell’identità) e il riappropriarsi dei luoghi.
Come? Riscoprendo una dimensione di vita meno stressante, a contatto con la natura con attività ludiche, sportive, ricreative e culturali. Avvicinandosi ai prodotti tipici, alle erbe spontanee e alla fauna del territorio. Valorizzando le vie storiche e campestri e i corsi d’acqua che arricchiscono il nostro paesaggio. Così densi di risorse storiche, culturali, sociali e turistiche, permeate da una consolidata struttura rurale fatta di vie interpoderali e di una maglia aziendale produttiva di specialità e sapori unici al mondo.
“La volpe sotto i gelsi” è salute: un recentissimo studio svedese, condotto prospetticamente all’Università di Uppsala per ben 35 anni e appena pubblicato sul British Medical Journal, ha dimostrato che la cura dell’orto, o del giardino, non rappresenta solo un piacere personale, ma è anche un fondamentale fattore di salute. Chi cura un orto allunga la propria aspettativa di salute di circa un anno, tempo che raddoppia se a questa attività ha dedicato almeno dieci anni di vita.
Orto e giardino comportano un ritorno a ritmi certamente più umani e profondamente scritti nel nostro dna: zappare, sarchiare, seminare, piantare bulbi, zappettare, diradare, concimare, innaffiare sono tutte attività che richiedono tempo, senso del tempo e, anche, ottima capacità di attesa. Questo ritorno a bioritmi umani ha immediate ripercussioni sui principali indici di salute: il giardinaggio abbassa la pressione arteriosa, migliora la qualità del sonno, riduce la tendenza a extrasistoli e aritmie cardiache.
Melissa e prezzemolo, salvia e rosmarino, timo e maggiorana, dragoncello e origano, menta ed erba cipollina ci fanno una profonda aromaterapia. Mentre i colori delle verdure, il verde tenero dei piselli, il rosso acceso dei pomodori, il blu-viola sontuoso delle melanzane, i gialli e i rossi accesi dei peperoni costituiscono la più allegra cromoterapia.
Il progetto vuole: rispondere a bisogni primari
Odori, colori e fatica: tutto il meglio dalla natura
(alimentazione e vita sana); implementare forme di mutualità comunitaria ed azioni di reciprocità; garantire un più puntuale monitoraggio sociale, in particolare rispetto alle persone anziane e sole; attivare nuovi percorsi di integrazione socio-lavorativa per persone disabili, a svantaggio sociale o con fragilità psichica; recuperare la dimensione di appartenenza al proprio territorio.
Queste le azioni individuate:
- l’orto a domicilio: una piccola squadra prepara a domicilio (anche presso comunità alloggio) lo spazio in cui realizzare l’orto;
- l’orto giusto per te: in collaborazione con l’Università della Terza Età di San Vito al Tagliamento vengono proposte alcune lezioni sull’argomento;
- l’orto scolastico: offre la possibilità per gli istituti scolastici di realizzare un orto a scuola con il coinvolgimento degli anziani per tramandare conoscenze, curiosità, usi e costumi che appartengono alla nostra storia.
Il progetto è, in provincia di Pordenone, un’interessante esperienza di agricoltura sociale, con una forte partnership tra soggetti pubblici (Comune di San Vito, Ambito Socio-Assistenziale di San Vito, Azienda per i Servizi Sanitari 6 “Friuli Occidentale”) e del privato sociale (cinque cooperative sociali: Il Piccolo Principe, Il Granello, Futura, Lilliput e Il Seme) che cammina nella direzione di un grande cambiamento, nello sviluppo di un sistema di welfare comunitario.