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Giorgio Tonazzi, dal club 8 di San Lazzaro
di Treviso propone i testi di due canzoni rispolverando
Guccini e Zarrillo...
Canzone che racconta di un uomo che si è posto molte domande nella vita ed è li ancora a farsele, senza aver mai trovato le risposte, senza aver risolto nulla.
Le domande sono consuete perché non si è raggiunta nessuna sicurezza. Non intendo la serenità, perché gli amori non sono affatto sereni e tranquilli, ma almeno la certezza di sapere che cosa può far davvero felice l’altra persona e che cosa si vuole, in prima persona. E se si vive in questo continuo deflusso, continuando a scorrere, facendo un passo per poi subito arrestarsi, è allora il momento di rifare le domande consuete, non scegliere alcuna strada, ma contemplarle entrambe.
Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifi uto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...
Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te,
aver tutto, ma non il domani...
Non andare... vai.. Non restare...stai... Non parlare...
parlami di te...
da F.Guccini, Canzone delle domande consuete
Sono l'elefante
che posso fare
inchiodato al suolo
e a questo amore.
Provo ad inseguirti
ma cado e rimango così
non puoi neanche aiutarmi ti prego
vai via.
Una farfalla tu sei
leggera e libera su me
mai non ti raggiungerò mai
................da M. Zarrillo, L’elefante e la farfalla
Mi sento descritto perfettamente da questa canzone perché “sono un elefante”.
L'elefante rappresenta colui che si sente goffo, insicuro e troppo inferiore per aspirare a qualcosa o a qualcuno.
Si innamora di un essere stupendo, in questo caso è la farfalla: un essere leggiadro, bello e irraggiungibile, ma ha vergogna di come lui è, e si nasconde per non essere deriso. Ma in fondo al suo cuore, l'elefante sa, che se la farfalla gli offrisse un'occasione, potrebbe dimostrare che, in fondo, non sono così diversi, e che i suoi sentimenti sono belli, leggiadri e meravigliosi come quelli di una farfalla.
Purtroppo in questo luogo, in questo tempo e in questa dimensione l’elefante verrà sempre visto per il suo aspetto esteriore e non gli verrà offerta nessuna occasione, creandogli delle ferite nell’anima, che faranno molta fatica a guarire.