Statuto

Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 17 D.L.G.S. 460/97

STATUTO ASSOCIAZIONE NAZIONALE DIMAGRIRE INSIEME – ANDI E NON SOLO

APPROVATO IN ASSEMBLEA IN DATA 28/04/11

Art. 1 – E’ costituita l’associazione di promozione sociale denominata “Associazione Nazionale Dimagrire Insieme e non solo – A.N.D.I. e non solo – Organizzazione non lucrativa di utilità sociale”, con sede a Cordenons (PN) in via Francesco Baracca n. 34, attiva su tutto il territorio nazionale.

L’associazione assume nella propria denominazione la qualificazione di Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (in breve ONLUS) che ne costituisce peculiare segno distintivo e a tale scopo viene inserita in ogni comunicazione e manifestazione esterna della medesima. L’associazione opera nel rispetto del codice civile e della L. 383/2000 e sue modifiche e integrazioni, per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.

Art. 2 – L’associazione riunisce coloro che, condividendone le finalità, sono interessati alle problematiche inerenti all’obesità e il sovrappeso, al fine di favorire il progresso nella conoscenza di tali problemi e nell’impiego di mezzi atti a controllare gli effetti individuali e sociali secondo le seguenti modalità:

  1. a) fanno parte dell’Associazione Nazionale Dimagrire Insieme le sue sezioni (associazioni) o le articolazioni periferiche (coordinamenti), purché legalmente costituite e che conformino il loro statuto al presente. Queste esprimono la propria rappresentanza, nella compagine sociale, secondo quanto previsto dall’art. 9 del presente statuto.
  2. b) possono altresì aderire altre associazioni che, costituitesi con nomi o acronimi diversi da ANDI e non solo, condividano il presente statuto, i regolamenti, le finalità, i principi e le metodologie di lavoro. Per questa categoria di associazioni l’adesione è preventivamente deliberata dall’assemblea dei soci con la stessa rappresentanza nella compagine sociale di cui alla lettera a).

Art. 3 – L’associazione s’ispira ai principi di democrazia perseguendo esclusivamente finalità di promozione e solidarietà sociale.

Art. 4 – L’associazione si avvale in modo prevalente delle attività prestate dai propri associati in forma volontaria, libera e gratuita, per lo svolgimento delle attività indicate all’art.5.

La natura dell’associazione esclude qualsiasi finalità di lucro sia per l’associazione stessa sia per i propri associati.

L’associazione può, inoltre, in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati.

Art. 5 – L’associazione ha come scopo l’assistenza a persone obese e soprappeso nel processo di  dimagrimento, attraverso la frequenza di gruppi di auto-mutuo aiuto, che favoriscano il cambiamento degli stili di vita personale, famigliare e della comunità di vita. In definitiva l’acquisizione di stili di vita sani ed equilibrati non solamente da un punto di vista fisico, ma anche psicologico, di relazione e sociale.

L’associazione per il perseguimento dei suoi fini:

  1. Svolge la propria attività socio – educativa promuovendo la diffusione e lo sviluppo dei gruppi di auto mutuo aiuto che si basano sull’approccio ecologico – sociale e sono rivolti a persone e famiglie con problemi di obesità e sovrappeso. Scopo del gruppo è di aiutare i membri a raggiungere e mantenere il proprio peso ideale aiutandoli a ridurre o eliminare le conseguenze negative di tipo fisico, psicologico e sociale correlate ai problemi dell’alimentazione: in particolare provvede a sviluppare la collaborazione con i servizi sociali e sanitari privilegiando il convenzionamento con l’ente pubblico;
  2. tutela i diritti civili delle persone con problemi di obesità e soprappeso, sollecitando l’emanazione e la corretta applicazione di una legislazione adeguata, con interventi in ogni opportuna sede, promuovendo inoltre l’istituzione di centri e servizi di assistenza sociale e sanitaria da parte della Pubblica Amministrazione, anche nell’ambito di attività già organizzate e, in genere, promuovendo ogni iniziativa atta a favorire la qualità di vita delle persone con problemi di obesità e sovrappeso e in particolare la loro piena partecipazione alla vita della comunità;
  3. promuove attività di formazione e istruzione per le persone con problemi di obesità e sovrappeso e per i loro familiari;
  4. promuove attività di formazione e istruzione per gli operatori sociali e sanitari e per i propri volontari che svolgono un ruolo nell’approccio ai problemi dell’obesità e del soprappeso;
  5. promuove la raccolta sistematica e la divulgazione delle informazioni riguardanti l’eziologia, patogenesi, epidemiologia, clinica, terapia e aspetti sociali della malattia nonché su studi e ricerche riguardanti ogni intervento mirante a lenirne gli effetti;
  6. può far parte di consulte o di comitati di coordinamento tra associazioni, cooperative sociali o a carattere assistenziale, sostenendole finanziariamente e/o promuovendone lo sviluppo; può acquisire partecipazioni in società o enti di varia natura che abbiano attività e finalità coerenti con quelle previste dallo statuto;
  7. attiva e mantiene relazioni con la pubblica amministrazione, le autorità sanitarie nazionali e locali, le università, i centri ospedalieri e, comunque, con tutte quelle istituzioni ed enti pubblici e privati il contatto con i quali sia funzionale al conseguimento delle finalità dell’associazione;
  8. attiva e mantiene il collegamento con associazioni di altre nazioni e con gli organismi internazionali che perseguono le stesse finalità; raccoglie sistematicamente e divulga le informazioni sulle attività da loro svolte;
  9. svolge attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi sociali e sanitari che l’obesità comporta e sulle attività dell’associazione di cui al presente articolo;
  10. cura la raccolta e la destinazione di contributi per le attività necessarie al perseguimento dei fini statutari.

L’associazione non potrà svolgere attività diverse da quelle indicate nel presente articolo. ad eccezione di quelle a esse direttamente connesse e, comunque, non potrà svolgere attività che non siano proprie delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

 

PATRIMONIO E RENDICONTO

Art. 6 – Il patrimonio dell’associazione è costituito dal complesso dei beni mobili e immobili dei quali abbia la proprietà e, in particolare, dalle elargizioni, lasciti e donazioni disposti a suo favore.

L’associazione trae le risorse economiche per il sostentamento delle proprie attività, oltre che dai frutti del suo patrimonio, dalle quote e contributi degli associati; da eredità, legati e donazioni; dai contributi dello stato, degli enti locali, di altri enti o istituzioni pubbliche, da contributi dell’Unione Europea; dallo svolgimento di servizi convenzionati nell’ambito dei fini statutari; dai proventi di ogni attività compatibile con le finalità proprie delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Art. 7 – Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno.

Il consiglio direttivo nazionale provvede alla redazione del rendiconto dell’esercizio che dovrà essere sottoposto all’Assemblea Generale entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio stesso.

Art. 8 – L’associazione non potrà distribuire, neppure in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che facessero parte della medesima e unitaria struttura. Gli utili o avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle a esse direttamente connesse.

 

SOCI

Art. 9 – L’associazione garantisce a tutti i soci pari opportunità e piena partecipazione agli organi sociali e s’impegna a eliminare qualsiasi vincolo o ostacolo temporale e/o spaziale che possa in qualsiasi modo limitarle.

Possono essere soci ordinari solo le sezioni, le associazioni ammesse dall’asssemblea o i loro coordinamenti attraverso i propri delegati. Tutti gli altri soci (sostenitori e onorari) possono essere persone fisiche.

I soci si distinguono in:

  1. ordinari;
  2. ordinari volontari;
  3. sostenitori;
  4. onorari:

Rappresentanza delle associazioni o sezioni in seno alla compagine sociale

soci iscritti alla sezioneo associazione socia numero di delegati con diritto di voto
sino a n. 25 n. 1 Delegato (il legale rappresentante dell’associazione o sezione  o un suo delegato)
da n. 26 a n. 50 n. 2 Delegati
 da n. 51 a n.75 n. 3 Delegati
da n. 76 a n. 100 n. 4 Delegati
da n. 101 e oltre n. 5 Delegati

Tutti i soci ordinari hanno diritto di voto.

I soci onorari sono nominati dall’assemblea generale su proposta del consiglio direttivo nazionale.

I soci sostenitori sono coloro che versano contributi volontari finalizzati al sostegno organizzativo dell’associazione e dalla quale  ricevono  informazioni sulle attività e possono partecipare a tutte le iniziative formative, di sensibilizzazione e di promozione degli scopi istituzionali.

I soci onorari e sostenitori partecipano alle assemblee ma non hanno diritto di voto.

L’assemblea generale fissa annualmente l’entità della quota sociale annuale e delle quote maggiorate che i soci devono versare per conservare la qualità di socio (art. 4 b)

Art.10 – I soci sostenitori devono manifestare esplicitamente, mediante la sottoscrizione di apposita domanda, la loro volontà di far parte dell’associazione, le cui domande saranno accolte del consiglio direttivo nazionale.

L’iscrizione può essere negata dal consiglio direttivo nazionale solo per gravi e motivate ragioni che andranno comunicate per iscritto al richiedente.

Art.11 – La qualità di socio ordinario comporta il diritto di voto attivo e passivo nelle forme e con le modalità previste dallo statuto e dal regolamento.

Il diritto di voto attivo e passivo spetta solo ai delegati maggiorenni delle sezioni o associazioni socie (soci ordinari volontari).

Art.12 – I soci s’impegnano nella diffusione della conoscenza e della condivisione delle problematiche relative all’obesità e al sovrappeso e delle finalità associative.

Art.13 – I soci s’impegnano al rispetto dello statuto, del regolamento e delle norme associative, a versare le previste quote sociale e maggiorata, a non operare in contrasto con i fini statutari e gli interessi associativi a non trarre dalla loro qualifica di socio alcun beneficio personale. L’assemblea può, in caso di gravi motivi, deliberare l’esclusione di un socio (sezione o associazione). Avverso tale decisione è ammesso ricorso alla commissione arbitrale prevista dal presente statuto.

Art.14 – Si perde la qualità di socio per:

  1. dimissioni;
  2. mancato versamento delle quote associative, entro la fine dell’anno solare cui esso si riferisce;
  3. esclusione di socio ordinario volontario (delegato delle sezioni o associazioni socie) a seguito di revoca della designazione da parte dell’associazione socia;
  4. esclusione di socio ordinario per gravi motivi. In caso di esclusione della compagine sociale di una sezione, questa non potrà più utilizzare la denominazione “ANDI e non solo” , e sarà pertanto tenuta ad apportare le modifiche, assumendo altra libera denominazione, sugli statuti sociali, regolamenti e tutte le comunicazioni ufficiali.

L’esclusione è deliberata dal consiglio direttivo nazionale previa comunicazione all’interessato.

Art.15 – Possono rivestire cariche o incarichi i delegati di sezioni e associazioni socie, regolarmente iscritte per l’anno solare in corso e per l’anno solare precedente che non si trovino nelle situazioni d’incompatibilità di cui al presente statuto.

Per consentire una legittima operatività delle persone ricoprenti cariche e/o incarichi, le sezioni e associazioni socie sono tenute a regolarizzare la propria posizione di socio, versando la prevista quota sociale, entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno, pena la decadenza dalla carica.

Non possono ricoprire cariche o incarichi i soci che, anche successivamente all’elezione alla carica, vengano a trovarsi, per conto proprio o di terzi in una situazione di conflitto d’interessi con l’associazione.

Non è consentita l’istituzione di cariche, al di fuori di quelle previste da statuto e regolamento.

Art.16 – Le cariche assunte nell’ambito dell’associazione non sono di norma retribuite.

I delegati indicati dalle associazioni socie eletti alle cariche sociali o coinvolti nelle attività istituzionali, sono iscritti nel registro soci come persone fisiche nella sezione  “soci ordinari volontari” e assicurati per RC e infortuni.

Art. 17 – Quote a carico dei soci:

  1. a) Quota sociale: è annuale, non è frazionabile né ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio, da versare entro e non oltre il 28 febbraio di ogni anno.
  2. b) Quota maggiorata: da versare in dieci rate mensili da marzo a dicembre di ogni anno.

L’entità della quota sociale e della quota maggiorata sono fissate dall’Assemblea Generale.

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

Art.18 – Gli organi dell’associazione sono:

  1. l’Assemblea Generale;
  2. il Consiglio Direttivo Nazionale;
  3. il Presidente Nazionale;
  4. la Giunta Esecutiva Nazionale;
  5. il Collegio dei Revisori dei Conti;

ASSEMBLEA GENERALE

Art.19 – L’assemblea generale è costituita da tutti i delegati delle sezioni, aventi ciascun diritto di voto, nonché dai soci provenienti da provincie dove non è regolarmente costituita una sezione, i quali vi partecipano senza diritto di voto.

I delegati restano in carica cinque anni e possono essere rieletti per solo due mandati consecutivi.

L’assemblea generale è aperta alla partecipazione di tutti gli altri soci che non hanno diritto di voto.

I delegati della sezione devono essere indicati tra i soci della medesima. Ogni delegato deve intervenire personalmente all’assemblea generale o può trasferire il proprio voto ad altro delegato. Ogni delegato può rappresentare al massimo altre 2 (due) deleghe oltre al suo voto.

L’incarico di delegato è considerato carica associativa.

Art.20 – Il numero dei delegati spettante a ogni sezione o associazione socia si determina in base al numero dei soci regolarmente iscritti ai sensi dell’art.9, al 31 dicembre dell’anno precedente.

Art.21 – L’assemblea generale è convocata dal presidente nazionale e si riunisce in via ordinaria ogni anno e non oltre quattro mesi dalla fine dell’anno sociale e amministrativo. Essa può essere tuttavia convocata dal presidente nazionale in via straordinaria ogni volta che il consiglio direttivo nazionale lo ritenga opportuno o quando ne sia fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli aventi diritto definiti all’articolo 15.

Art.22 – La data e l’ordine del giorno dell’assemblea generale sono comunicati almeno quindici giorni prima della sua convocazione, mediante lettera raccomandata alle sezioni.

Art.23 – Le sedute dell’assemblea generale sono presiedute dal presidente nazionale o, in sua assenza da uno dei vicepresidenti.

L’assemblea nomina una commissione verifica poteri e una commissione scrutinatrice e uno o più segretari, secondo necessità e comunque sempre in caso di elezioni.

Art.24 – L’assemblea generale è valida in prima convocazione se vi partecipano la maggioranza degli aventi diritto. In seconda convocazione l’assemblea delibera validamente qualunque sia il numero dei presenti.

Art.25 – Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice dei voti presenti o su delega. Per le deliberazioni di modifiche statutarie, regolamentari e di scioglimento dell’associazione valgono i quorum previsti dagli articoli 41 e 42 del presente statuto. Le elezioni alle cariche dell’associazione avvengono a scrutinio segreto e a maggioranza relativa. In caso di parità di preferenze tra due o più candidati con il minimo dei voti, risulta eletto chi ha già ricoperto la medesima carica, in subordine, il più anziano d’iscrizione all’associazione, in subordine il più anziano di età.

Art.26 – L’assemblea generale:

  1. approva il programma quinquennale e il programma generale di attività annuale dell’associazione formulati dal consiglio direttivo nazionale;
  2. ogni cinque anni, elegge il consiglio direttivo nazionale, il collegio dei revisori dei conti;
  3. delibera le modifiche allo statuto e/o regolamenti proposte da una commissione, allo scopo nominata dal consiglio direttivo nazionale secondo le modalità stabilite nel regolamento;
  4. approva la relazione di attività predisposta dal consiglio direttivo nazionale relativa all’esercizio associativo precedente;
  5. approva il rendiconto dell’esercizio e il bilancio preventivo, predisposti dal consiglio direttivo nazionale;
  6. delibera l’adesione di altre associazioni diverse dalle sezioni come previsto dall’art.2 comma b);
  7. delibera l’eventuale costituzione di commissioni, fissandone le funzioni;
  8. su proposta del consiglio direttivo nazionale, nomina i soci onorari;
  9. delibera in merito alla proposta del consiglio direttivo nazionale riguardante l’espulsione di un consigliere nazionale;
  10. fissa l’importo delle quote associative;
  11. fissa i contributi straordinari finalizzati da richiedere alle sezioni;
  12. approva gli eventuali regolamenti per il funzionamento dell’associazione;
  13. ratifica gli atti emanati dal consiglio direttivo nazionale, su questioni non previste dallo statuto e dal regolamento;
  14. prende in esame ed eventualmente delibera su ogni proposta a essa trasmessa dai congressi dei soci di sezione;
  15. delibera su ogni altro argomento ed essa sottoposto dal consiglio direttivo nazionale.
  16. delibera l’esclusione di un socio (sezione o associazione) per gravi motivi.

Art.27 – Nel caso in cui l’assemblea generale non approvi la relazione di attività o il rendiconto dell’esercizio, l’intero consiglio direttivo nazionale decade.

La giunta esecutiva rimane in carica fino all’elezione del nuovo consiglio direttivo nazionale, provvede all’amministrazione ordinaria dell’associazione nel rispetto degli indirizzi programmatici formulati dal consiglio direttivo nazionale e convoca una nuova assemblea generale elettiva da tenersi entro novanta giorni dalla data di decadenza del consiglio direttivo nazionale. Il nuovo consiglio direttivo nazionale rimane in carica per la restante parte del quinquennio in corso.

La disciplina di cui al comma precedente si applica anche negli altri casi di decadenza del consiglio direttivo nazionale.

CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

Art.28 – Il consiglio direttivo nazionale si compone di un numero variabile dai dieci ai quaranta membri, determinati ed eletti dall’assemblea generale in proporzione al numero dei soci e alle regioni aderenti, restano in carica cinque anni e possono essere rieletti per solo due mandati consecutivi.

Il consiglio si riunisce, su convocazione del presidente, ordinariamente ogni tre mesi, in via straordinaria ogni qualvolta il presidente lo ritenga opportuno o ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri.

Le sedute del consiglio sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e lo stesso delibera con la maggioranza dei presenti.

Le votazioni sono palesi salvo diversa decisione preventivamente concordata. Gli avvisi di convocazione ordinaria del consiglio direttivo devono essere inviati per iscritto ai consiglieri almeno quindici giorni prima della data di convocazione unitamente all’ordine del giorno; tale termine è ridotto a sei giorni in caso di convocazione straordinaria.

La decadenza da consigliere nazionale e dalle eventuali cariche connesse può avvenire per:

  1. perdita della qualità di socio o revoca della designazione di delegato da parte della sezione o associazione socia;
  2. dimissioni;
  3. assenza da tre riunioni ordinarie consecutive, in assenza di legittimo impedimento;

Sempre che la maggioranza dei consiglieri non si dimetta, il consigliere dimissionario cessa dalla carica all’atto della comunicazione al presidente.

In caso di assenza da tre riunioni ordinarie consecutive, su richiesta di almeno cinque consiglieri, il consiglio direttivo nazionale può deliberare la decadenza.

L’esclusione è proposta per gravi motivi dal consiglio direttivo nazionale e deliberata dall’assemblea generale successiva.

E’ facoltà della giunta esecutiva deliberare la sospensione cautelativa dalla carica di tale consigliere.

Art.29 – Il consiglio direttivo nazionale:

  1. elegge, tra i consiglieri, il presidente, uno o due vicepresidenti, i restanti componenti della giunta esecutiva;
  2. formula ogni anno il programma quinquennale e il programma generale di attività annuale dell’associazione, che presenta per l’approvazione all’assemblea generale, e ne cura l’attuazione;
  3. provvede all’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’associazione e del suo patrimonio, predispone il bilancio preventivo e il rendiconto di esercizio, rimettendoli unitamente al parere del collegio dei revisori dei conti all’assemblea generale per l’approvazione;
  4. nomina il tesoriere, l’eventuale segretario generale e ne fissa le funzioni;
  5. ha facoltà di istituire, con le modalità di volta in volta ritenute opportune, specifiche categorie di donatori e promotori dell’attività dell’associazione;
  6. autorizza la costituzione delle sezioni approvandone i rispettivi statuti;
  7. propone il commissariamento di sezioni e ne nomina l’eventuale commissario sentito l’organismo di controllo previsto dalla legge;
  8. nomina la commissione di cui all’articolo 42 del presente statuto cui è demandata l’elaborazione delle proposte di modifica allo statuto e/o regolamento;
  9. emana norme esplicative, interpretative e attuative di statuto e regolamento;
  10. adisce, se del caso, l’autorità giudiziaria civile e penale;
  11. propone all’assemblea i soci onorari;
  12. accoglie le domande d’iscrizione di soci sostenitori, può negare l’iscrizione solo per gravi motivi;
  13. Provvede alla sostituzione dei consiglieri nazionali, decaduti per qualsiasi ragione, secondo la graduatoria dei non eletti alla precedente assemblea generale elettiva;
  14. propone all’assemblea l’espulsione di un Consigliere Nazionale, per gravi motivi;
  15. delibera l’esclusione di socio ordinario volontario a seguito di revoca della designazione da parte di associazione socia
  16. nomina i nuovi membri del Comitato Scientifico

Art.30 – Il consigliere nazionale, oltre ai compiti collegiali previsti:

  1. presiede eventuali commissioni/comitati a lui affidati, provvede alle loro convocazioni e alla redazione dei relativi verbali;
  2. attua il collegamento tra il consiglio direttivo nazionale e le sezioni a lui affidate per favorire una crescita organica di tutta l’associazione;
  3. mantiene il collegamento con le sezioni a lui affidate, contattandole con periodicità, sostenendole nella loro attività, verificando l’attuazione delle disposizioni del consiglio direttivo nazionale, nel rispetto dello statuto e del regolamento;
  4. promuove la costituzione e il funzionamento del coordinamento regionale, di cui è componente;
  5. promuove la costituzione di nuove sezioni nella zona di competenza, avvalendosi anche dell’aiuto delle sezioni più vicine;
  6. promuove la collaborazione e l’interscambio di esperienze tra le sezioni a lui affidate.

PRESIDENTE NAZIONALE

Art.31 – Il presidente viene eletto fra i componenti del consiglio direttivo nazionale in occasione della prima riunione successiva all’assemblea generale elettiva. Il presidente:

  1. ha la legale rappresentanza dell’associazione e la firma sociale; tali prerogative, su delibera del consiglio direttivo nazionale, possono essere estese ad altri componenti della giunta esecutiva;
  2. convoca e presiede l’assemblea generale e vigila affinché siano osservate le norme statutarie;
  3. sovrintende alle attività dell’associazione e all’esecuzione delle delibere degli organi sociali;
  4. nomina gli incaricati per la costituzione di nuove sezioni;
  5. in caso di obiettiva e documentata urgenza, può esercitare i poteri del consiglio direttivo nazionale riferendo allo stesso tempestivamente e in ogni caso, nella riunione immediatamente successiva, e convocando con urgenza la giunta esecutiva. Il presidente, in caso di sua assenza o impedimento e per funzioni specifiche deliberate dal consiglio direttive nazionale, è sostituito da uno dei vicepresidenti.

GIUNTA ESECUTIVA

Art.32 – La giunta esecutiva è costituita dal presidente, dai vicepresidenti e da due a quattro consiglieri nazionali.

La giunta esecutiva è presieduta dal presidente oppure eccezionalmente da uno dei due vicepresidenti delegati dal presidente e si riunisce ogni volta che il presidente stesso lo ritenga opportuno. Per la validità delle sedute è necessario l’intervento della maggioranza dei componenti. Le sue deliberazioni avvengono a maggioranza degli intervenuti.

Le delibere e i verbali delle riunioni della giunta esecutiva devono essere resi noti ai componenti del consiglio direttivo nazionale entro trenta giorni.

La giunta esecutiva attua le delibere del consiglio direttivo nazionale, elabora proposte da sottoporre al consiglio stesso, adotta in caso di urgenza tutti i provvedimenti e le iniziative che ritiene necessari e che dovranno essere sottoposti alla ratifica del consiglio direttivo nazionale, nella successiva riunione.

Gli avvisi di convocazione della giunta esecutiva devono essere inviati per iscritto ai componenti almeno dieci giorni prima della data di convocazione, unitamente all’ordine del giorno. In caso di urgenza l’avviso di convocazione deve essere fatto a mezzo telegramma almeno quarantotto ore prima della convocazione, unitamente all’ordine del giorno.

 

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Art.33 – Il collegio dei revisori dei conti è costituito da un presidente e da due componenti effettivi, eletti dall’Assemblea anche tra i soci dell’associazione. La carica di membro del collegio dei revisori è incompatibile con qualsiasi altra carica all’interno dell’associazione. I revisori restano in carica cinque anni e sono rieleggibili.

Il collegio dei revisori dei conti:

  1. verifica le scritture contabili e l’andamento amministrativo dell’associazione;
  2. esamina ed esprime parere all’assemblea sul bilancio preventivo e sul rendiconto di esercizio.

 

COLLEGIO ARBITRALE

Art.34 – Il collegio arbitrale è composto di tre membri scelti fra persone non socie, che saranno di volta in volta nominati dal consiglio direttivo nazionale, adito su istanza della parte più diligente, per due componenti, uno ciascuno, indicati dalle parti coinvolte nella controversia, per il terzo componente, con funzioni di presidente del collegio, dai due componenti così nominati.

Art.35 – Ogni controversia tra associati o tra associati e l’associazione e suoi organi o tra gli organi dell’associazione relativa all’interpretazione, esecuzione, validità ed efficacia dello statuto, del regolamento e di ogni atto associativo, nonché relativa a fatti o comportamenti connessi alla vita associativa è devoluta alla cognizione del collegio arbitrale, che decide anche quale amichevole compositore.

Art.36 – La decisione del collegio arbitrale, che deve essere resa entro novanta giorni dall’accettazione da parte degli arbitri, è inappellabile.

E’ escluso il ricorso preventivo a ogni altra giurisdizione.

 

COMITATO SCIENTIFICO

Art.37 – Il comitato scientifico è composto di medici, ricercatori, tecnici ed esperti in materia attinente alle finalità dell’associazione (art.5), consulenti dell’associazione in tema di ricerca e informazione scientifica, nonché di assistenza sociale e sanitaria.

I componenti sono nominati dal consiglio direttivo nazionale con mandato quinquennale rinnovabile.

Art.38 – La giunta esecutiva del comitato scientifico è nominata dal consiglio direttivo nazionale fra i componenti del comitato stesso. La giunta esecutiva assolve i compiti a essa affidati dal consiglio direttivo nazionale e agisce in nome del comitato stesso.

Il comitato scientifico potrà, a sua discrezione, nominare commissioni a carattere temporaneo cui affidare compiti specifici. Le funzioni e l’attività del comitato scientifico sono disciplinate dal regolamento e vi partecipano a titolo gratuito.

 

ARTICOLAZIONE TERRITORIALE

Art.39 – L’articolazione periferica dell’associazione è attuata da sedi intracomunali, comunali e intercomunali denominate sezioni per la cui costituzione formale con autonomia giuridica, economica e patrimoniale è necessario un numero minimo di 10 (dieci) soci adottando uno statuto che sarà preventivamente approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale.  Le sezioni di ogni regione fanno capo a un coordinamento regionale. Il funzionamento delle sezioni e dei coordinamenti regionali sono disciplinati dal regolamento.

Art.40 –Agli organi delle sezioni e ai coordinamenti regionali, nei limiti di cui al regolamento, sono delegati poteri di autonomia gestionale, nonché la corrispondente rappresentanza legale, nei rispettivi ambiti territoriali.

La facoltà di adire l’autorità giudiziaria, che spetta per competenza al consiglio direttivo nazionale, può in precisi casi o per azioni di esclusiva competenza propria, essere dallo stesso delegata o autorizzata all’articolazione territoriale interessata.

 

NORME FINALI

Art.41 – L’associazione è costituita senza limiti di durata. Il suo eventuale scioglimento, per qualsiasi causa, deve essere deliberato dall’assemblea dei soci con il voto favorevole di almeno i tre quarti degli aventi diritto ala voto. Qualora si verifichi una delle cause di estinzione previste dal codice civile, i beni dell’associazione saranno interamente devoluti ad altra o altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che perseguano i medesimi fini dell’associazione o comunque fini analoghi, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento.

Art.42 – Le modifiche allo statuto e/o al regolamento sono adottate, con il voto favorevole di almeno la maggioranza degli aventi diritto al voto, dall’assemblea generale, su proposta di un’apposita commissione nominata dal consiglio direttivo nazionale.

Tale commissione è composta, per metà dei componenti, da soci proposti dalle sezioni e, per l’altra metà, da componenti del consiglio direttivo nazionale.

Art.43 – E’ facoltà del consiglio direttivo nazionale emanare atti, non in contrasto con lo statuto, aventi portata generale che produrranno effetti fino alla successiva assemblea generale.

Per quanto non specificatamente disposto dallo statuto e dal regolamento, si fa riferimento al codice civile e alle leggi speciali in materia.